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Tarantolati di Tricarico VS Jerry Kay
In anteprima il nuovo remix de "a gatta mammona" firmato JERRY KAY in uscita ad aprile.
Jerry Kay inizia la sua carriera come dj producer negli anni 90 e raggiunge il professionismo nel 2000. Sono numerose le sue collaborazione tra le quali i remix per Gloria Estefan, Snap, Richie Havens, IIo, Stonebridge e per alcune compilation come Bacardi, Cafe' del Mar ed altre. Ha prodotto anche 2 album di musica elettronica Electro Dream e A-utomat. I suoi ultimi lavori sono "Toxic" feat. Alysha, "Who You Are" and "You Can Do It" featuring D'Layna.
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«2 Guys in Venice» gli enfant prodige della scena elettronica veneziana hanno presentato il loro primo Ep, Midnight Run, un album sulla distanza breve studiato apposta per i club che ha già fatto il giro del mondo. «È stato suonato in Germania da Boris Dlugosch, in Inghilterra da Robbie Rivera e anche su Radio Deejay nel programma di Stefano Fontana, Scrunch. Alla base del 3° brano dell'album "FESTIVAL" c'è "Munakcll'" dell'album U SQUATASCE dei Tarantolati di Tricarico. Ascoltalo qui:
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E' il nuovo album dei Tarantolati di Tricarico, ABBALLAM', lavoro denso di nuove atmosfere e colori musicali affiancati alle sonorità tradizionali della band, con echi del mondo arabo e della tradizione popolare mediterranea. Voci femminili che si intrecciano con liriche ipnotiche del poeta Rocco Scotellaro, tamburi e percussioni che si rincorrono nel ritmo magico del tarantismo, chitarre battenti ossessive tra suoni elettronici e tradizionali. Una nuova miscela di sonorità moderne e antiche suggestioni del sud Italia e della cultura contadina. L'uscita del nuovo album sarà supportata da una lunga promozione live con il tour "Ballando con la Gatta Mammona", che partirà subito dopo la pubblicazione del disco.
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Il 1 DICEMBRE 2006 è uscito nei cinema il nuovo film di Mario Monicelli 'LE ROSE DEL DESERTO'. E per questo suo ultimo capolavoro il grande regista ha scelto alcuni brani del cd dei 'U SCUATASCE'. Il film racconta l'ultima guerra in Libia ed è liberamente tratto da 'Il deserto della Libia' di Mario Tobino e dal brano 'Il soldato Sanna' in 'Guerra d'Albania' di Giancarlo Fusco.Fra gli attori conosciuti : Alessandro Haber, Michele Placido e Giorgio Pasotti.
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La sera di giovedi 9 aprile il teatro India è stato il luogo dove si è tenuto il concerto Sacre Terre. Riti, miti e culti di Lucania, folk lucano dei Tarantolati di Tricarico, a lungo collaboratori di Dario Fo, Guccini e De Gregori, per la regia di Giovanna D'Amato e con la mirabile partecipazione del gruppo di Danza Iatrida.
Quello dei Tarantolati è uno dei gruppi di musica folk italiana più noti e attivi; da anni si dedica alla riscoperta della musica legata alle tradizioni e ai riti del sud del sud Italia. La loro musica travolgente, le vorticose danze della Iatrida e le antiche maschere del Carnevale hanno dato vita ad uno spettacolo trascinante e vitale.
Il regista Francesco Tavassi, presentando a suo tempo uno spettacolo, scriveva: Forse ci si sente davvero del Sud, quando si va via da questa terra; l'anima allora insorge e cerca espressione altrove e questa terra martoriata e degradata trasmette un'energia, che imprigiona la mente e ti costringe a darle voce.
Forse il Sud è' solo questo: una cultura, e quelle strade, quella gente sono solo l'involucro disordinato di una civiltà antica e radicata, che ha saputo esprimere solo attraverso l'arte il suo essere. O forse più semplicemente, per esprimere veramente una cultura, per apprezzarla bisogna prenderne distanza, confrontarla ad un contesto più vasto.
La musica di Sacre Terre ha riempito il teatro di energia in movimento e di ritmi trascinanti, specialmente
quando ci si è rifatti alla tradizione che vuole che per liberare la vittima morsa dalla taranta, di solito una donna, si suonassero incessantemente i tamburelli a ritmo vorticoso, finchè non veniva sciolta dall'incantesimo, accompagnati da un ballo ossessivo e ripetitivo, che contribuiva ad esaurire il veleno.
In questi concerti non c'e' un pubblico statico, perchè questi ritmi producono movimento che riporta gli spettatori, essendo per la maggior parte del Sud, alle loro radici.
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