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I Tarantolati di Tricarico, La taranta.

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STRUMENTI ARCAICI

Antiche sonorità popolari, ritualità, ritmi ipnotici
che si mescolano ad arcaiche e suggestive movenze della tradizione.

CUPA CUPA

Si tratta chiaramente di una definizione onomatopeica. Il cupa cupa produce sempre e comunque lo stesso suono, quello del nome. Da cui la particolare importanza dell'abilità del suonatore, che da quell'unica nota doveva ricavare le varianze dell'accompagnamento. E' uno strumento musicale popolare costituito da un recipiente, di solito in terracotta, coperto da una stoffa o membrana e una canna lunga e sottile. La canna viene legata al centro della membrana che la avvolge in punta ed è tenuta ferma da uno spaghetto. La membrana, a seconda della zona in cui lo strumento si trova, può essere realizzata in vari materiali, quali pelle di capretto o capra. Il suono viene prodotto strofinando la mano sulla canna, e mettendo così in vibrazione la membrana tesa. Per suonare lo strumento, la membrana o stoffa si inumidisce con acqua e si strofina sulla canna la mano bagnata chiusa a pugno. Come improvvisate erano le esibizioni che lo strumento accompagnava, altrettanto improvvisato era lo strumento che si costruiva per l'occasione. Uno strumento ma nello stesso tempo un simbolo, come la la cannuccia di avena suonata da Titiro delle bucoliche... 'silvestrem tenui Musam meditaris avena'... Quando la festa era finita, anche il cupa cupa era finito, nella speranza di poterne poi costruire un altro, a simbolo della continuità della vita, rappresentata da quell'andare del palmo su e giù, che per noi moderni potrebbe, a vederlo, evocare qualcosa di osceno, ma che per loro, i nostri padri, significava la ricchezza, l'unica a loro possibile, quella della prole.

BOTTIGLIA E CHIAVE

Si tratta di una bottiglia doppia percossa ritmicamente con una chiave femmina, ossia aperta all'estremità superiore. Il suonatore terrà la chiave tra le dita della mano destra e ritmicamente la farà scivolare sul dorso della bottiglia inclinata di 45°.

TAMBURO A CORNICE

Il tamburo a cornice è uno strumento musicale a percussione che consiste in una singola pelle montata su un anello con piccoli cembali di metallo. Una cornice quasi sempre in legno su cui viene tesa una pelle di animale precedentemente bagnata in acqua. La pelle al seccarsi acquisisce la tensione necessaria a produrre il suono desiderato. Tipico della tradizione popolare, il tamburo ha origini antichissime: forse esisteva già nel secondo millennio a.C. ed era comune a tutte le civiltà antiche. Era uno strumento esclusivamente femminile, come testimoniano i dipinti anche dei grandi pittori medievali come Giotto. Si pensa infatti che la sua forma circolare con i sonagli attorno sia stata scelta per la sua somiglianza col Sole, simbolo di Astarte, dea della fertilità.

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